Attualità

Trent’anni anni senza Gesualdo Bufalino tra libri e musica

“L’Ingegnere di Babele” ha presentato ad “A Tutto Volume" la nuova edizione di “Cur? Cui? Quis? Quomodo? Quid?” e a Comiso il concerto di Ruben Micieli con una composizione inedita dedicata all’indimenticata scrittore siciliano

di Pinella Rendo -

Due giornate diverse e complementari, unite da un unico filo invisibile: quello della parola che diventa pensiero, della memoria che si fa racconto, della musica che si trasforma in evocazione. La sesta edizione de “L’ingegnere di Babele”, il festival promosso e organizzato dalla Fondazione Gesualdo Bufalino, ha attraversato il fine settimana tra Ragusa e Comiso riaffermando ancora una volta la vitalità dell’eredità dello scrittore comisano a 30 anni esatti, il 14 giugno, dalla sua scomparsa. Sabato il festival ha fatto tappa a Ragusa, ospite di “A Tutto Volume”, con l’incontro “30 anni senza Bufalino” dedicato alla presentazione della nuova edizione di “Cur? Cui? Quis? Quomodo? Quid?”, ripubblicato da Archilibri e curato dal prof. Nunzio Zago, direttore scientifico della fondazione.

Domenica il festival è tornato a Comiso nel giorno dell’anniversario della morte dello scrittore, in un loggiato di piazza delle Erbe, luogo tanto caro a Bufalino, avvolto da un’atmosfera di intensa partecipazione e raccoglimento, per il concerto per piano solo di Ruben Micieli. Il pianista di fama internazionale, tra l’altro di origini comisane, ha attraversato alcune delle pagine più significative del repertorio pianistico, costruendo un itinerario sonoro di rara eleganza, virtuosismo e profondità espressiva. Ma è stato il finale a imprimere alla serata un valore particolare: la prima esecuzione assoluta di “Sfumature emotive”, composizione originale di Micieli dedicata a Gesualdo Bufalino.