Attualità

Un convegno per garantire il diritto alla mobilità

L'obiettivo è quello di creare un modello da replicare

di valentina di rosa -

Istituzioni, enti locali, mondo accademico, operatori di riferimento e realtà del terzo settore a confronto sul diritto alla mobilità, in particolare nei territori marginali e a domanda debole. E’ questo il tema affrontato a Ragusa il convegno nazionale su mobilità sostenibile, strategie e territori all’auditorium San Vincenzo Ferreri dal titolo “Ridurre la povertà dei trasporti”.

Si parte da una certezza: In molte aree interne italiane spostarsi per andare al lavoro, a scuola, in ospedale, a praticare attività sportive, non è una scelta, ma una difficoltà quotidiana. Il convegno intende mettere in dialogo la dimensione strategica nazionale – a partire dal Piano Sociale per il Clima e dalle politiche di rafforzamento del trasporto pubblico nei territori a domanda debole – con le pratiche virtuose che stanno emergendo in diverse regioni italiane. L’obiettivo è individuare modelli replicabili.

L’iniziativa è realizzata con il supporto della Fondazione con il Sud, della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), dell’Assessorato alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Siciliana, dei Comuni di Ragusa, Chiaramonte Gulfi, Giarratana e Monterosso Almo, e con il supporto tecnico dell’Osservatorio Nazionale sulla Sharing Mobility e del Transport Poverty Lab.

A fare da caso studio è Pulmì, primo servizio di trasporto collettivo a chiamata attivato in Sicilia, sostenuto dalla Fondazione con il Sud e promosso da Svi.Med. – Centro Euromediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile, dalla Fondazione San Giovanni Battista e da L’Argent Aps, sperimentato nei Comuni di Ragusa, Chiaramonte Gulfi, Giarratana e Monterosso Almo.

Il servizio nasce per rispondere alle esigenze di mobilità delle aree interne, dove le linee tradizionali di trasporto pubblico risultano spesso insufficienti o economicamente insostenibili. Un modello che integra innovazione tecnologica e dimensione sociale, affermando il diritto alla mobilità come condizione essenziale per l’inclusione e lo sviluppo territoriale.