Attualità

Ustica, l’esperto: condizioni relitto rimandano a collisione

Intervento del prof. Rosario Ardito Marretta, docente di Aerodinamica all'Università di Palermo

di Leuccio Emmolo -

Resta in primo piano il caso Ustica. Né bomba né missile, ma una collisione in quota con un altro aereo che ha portato all’implosione del Dc9 Itavia nei cieli di Ustica, la sera del 27 giugno 1980, provocando 81 morti. Ne è convinto il professor Rosario Ardito Marretta, docente di Aerodinamica all’Università di Palermo, il quale poggia le sue considerazioni partendo dallo stato del relitto, che “mostra – spiega – un effetto coriandolo: dai fondali del Tirreno sono stati recuperati numerosi frammenti che si potevano produrre soltanto con un’implosione provocata da improvvisa depressurizzazione della fusoliera. Un missile, con la sua carica esplosiva, avrebbe fatto deflagrare l’aereo, spezzandolo. I resti sarebbero stati di ben più grosse dimensioni, non certamente ‘coriandoli’ come quelli messi insieme dopo il recupero del resti”. Secondo il professore, missile, bomba o impatto con l’acqua “non sono ipotesi compatibili con l’osservazione del relitto”.

Marretta guarda con scetticismo anche alla circostanza, evocata qualche giorno fa dall’ex presidente del Consiglio Giuliano Amato, di un piano per colpire Gheddafi che avrebbe dovuto sorvolare il Tirreno per recarsi in Polonia.