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Vendita SAC, bocciato il punto sulla trasparenza

Vendita della SAC, il Consiglio metropolitano boccia l’ordine del giorno sulla trasparenza

di floriana garofalo -

È stato discusso a lungo, nel corso del Consiglio metropolitano urgente di Catania, il futuro della SAC S.p.A., con un ampio confronto sulla gestione della società, sulla programmazione e, soprattutto, sul percorso di privatizzazione che interesserà gli aeroporti di Catania e Comiso. Al centro del dibattito anche il ruolo della Città metropolitana, chiamata a tutelare l’interesse pubblico in qualità di socio della società aeroportuale.

In questo contesto è stato bocciato l’ordine del giorno presentato dal consigliere Bonaccorsi, che chiedeva maggiore trasparenza nelle procedure di vendita della SAC. Il documento ha ottenuto cinque voti favorevoli e sei astensioni e, pertanto, non è stato approvato.

Nei sette punti dell’ordine del giorno si chiedeva che la Città metropolitana assumesse un ruolo centrale nel processo di cessione delle quote della società, garantendo la massima trasparenza e la piena conoscibilità degli aspetti economici, industriali e strategici dell’operazione. Tra le richieste figuravano anche la messa a disposizione di tutti gli atti necessari per una valutazione consapevole della procedura, una stima indipendente del valore della SAC e delle quote pubbliche oggetto di cessione, oltre alla pubblicazione dei criteri di selezione del partner privato, degli impegni sugli investimenti, delle garanzie occupazionali e degli obiettivi di sviluppo degli scali.

L’ordine del giorno chiedeva inoltre di tutelare l’aeroporto di Comiso, quale parte integrante del sistema aeroportuale della Sicilia orientale, affinché non venga penalizzato dal nuovo assetto societario, promuovendo un confronto con la Regione Siciliana, gli altri enti soci, le organizzazioni sindacali e le categorie economiche del territorio. Era previsto infine che il sindaco metropolitano riferisse periodicamente al Consiglio sugli sviluppi della procedura.

La Lega ha fatto propria la proposta del consigliere Bonaccorsi. La mancata approvazione dell’ordine del giorno rappresenta un segnale politico su un’operazione destinata ad avere ricadute importanti sul territorio e sugli oltre 900 lavoratori della società.