Catania
Violenza negli ospedali siciliani, CNAI Catania: “Gli operatori sanitari non sono bersagli”
L’associazione degli infermieri lancia un nuovo appello dopo la serie di aggressioni registrate negli ultimi mesi nei presidi sanitari dell’Isola: “La violenza non riduce le attese e non migliora le cure”.
Devastazioni, aggressioni e tensioni nei reparti. Negli ultimi quattro mesi diversi ospedali siciliani sono stati teatro di episodi di violenza ai danni del personale sanitario. Dai fatti registrati alla Rianimazione dell’Ospedale Cannizzaro alle tensioni degli ultimi giorni al Garibaldi Centro di Catania, passando per i Pronto Soccorso del San Marco, del Cervello di Palermo e di altri presidi, cresce la preoccupazione tra gli operatori.
A lanciare un nuovo appello è il nucleo CNAI Catania, articolazione territoriale della Consociazione Nazionale delle Associazioni Infermiere/i, attraverso il direttivo composto da Giovanna Spanò, Calogero Coniglio, Maurizio Cirignotta, Biagio Cirino e Silvio Caceci.
“Gli operatori sanitari non sono bersagli”
“Bisogna scardinare uno stereotipo culturale e un modus operandi pericoloso”, affermano i rappresentanti dell’associazione. “L’operatore sanitario non è, e non può mai essere, il bersaglio su cui scaricare la frustrazione o il dolore”.
La CNAI sottolinea di comprendere la sofferenza dei pazienti, l’ansia dei familiari e lo stress provocato dalle attese nei Pronto Soccorso. Ma alzare le mani, minacciare o aggredire il personale non può essere considerato una forma accettabile di sfogo.
“La violenza danneggia anche i pazienti”
Secondo l’associazione, la violenza non contribuisce a risolvere i problemi delle strutture sanitarie: non riduce i tempi di attesa e non migliora la qualità delle cure. Al contrario, crea tensione e caos, compromette la serenità delle équipe e rischia di rallentare l’assistenza, danneggiando gli stessi pazienti.
Gli infermieri e tutto il personale sanitario, ribadisce la CNAI, continuano a garantire disponibilità al dialogo e all’ascolto, mettendo quotidianamente professionalità e umanità al servizio dei malati.
L’appello alle istituzioni e ai cittadini
L’associazione ricorda anche l’iniziativa organizzata lo scorso 12 maggio, in piazza Stesicoro a Catania, in occasione della Giornata Internazionale dell’Infermiere, quando aveva già posto al centro dell’attenzione il tema della sicurezza e delle aggressioni contro infermieri, medici, tecnici e operatori sociosanitari.
Ora la CNAI chiede alle istituzioni tutele concrete e rivolge ai cittadini un appello per ricostruire quel rapporto di fiducia tra utenti e operatori indispensabile al buon funzionamento della sanità.