Attualità
Zen 2, minacce e pietre contro una famiglia assegnataria.
La casa rimane presidiata dall'assessore Ferrandelli e da esponenti società civile
Non si ferma il presidio del Comune allo Zen 2. Dopo le minacce e il raid vandalico contro una famiglia assegnataria, l’assessore all’Emergenza abitativa del Comune di Palermo, Fabrizio Ferrandelli, questa mattina ha fatto il punto sulle reazioni ricevute: attestati di solidarietà, ma anche la conferma che il fenomeno delle intimidazioni resta diffuso. Tutto è cominciato giovedì sera, in via Agesia di Siracusa, nel quartiere Zen 2. Un appartamento popolare appena assegnato a una famiglia di cinque persone – con la madre in attesa del quarto figlio – è finito nel mirino di ignoti. Prima il lancio di pietre contro le finestre, poi i colpi alla porta. Sotto l’ingresso, un biglietto con minacce di morte: “Ve ne dovete andare o vi rompiamo tutto e vi ammazziamo”.
Terrorizzati, i genitori e i tre figli hanno lasciato l’abitazione nella notte e hanno presentato denuncia alla polizia.
Per evitare che l’immobile venisse occupato abusivamente, Ferrandelli ha deciso di trascorrere la notte nell’appartamento, insieme ai docenti universitari Costantino Visconti e Gioacchino Lavanco e all’inviata di Striscia la notizia Stefania Petyx. Un gesto simbolico, ma anche un segnale preciso: il Comune non intende cedere alle pressioni.
Secondo quanto riferito dall’assessorato, negli ultimi quattro mesi sono state quindici le assegnazioni di alloggi popolari, tutte andate a buon fine. Ma allo Zen la gestione degli immobili fa capo allo Iacp e il fenomeno delle occupazioni abusive resta preoccupante. Si parla di migliaia di alloggi sottratti alle graduatorie ufficiali, spesso ceduti illegalmente dietro pagamento, con richieste che possono arrivare fino a 15 mila euro.
Il presidio, assicura l’assessore, andrà avanti a oltranza. L’obiettivo è impedire nuove occupazioni e garantire il diritto alla casa a chi ne ha titolo, mentre la Prefettura ha sollecitato un censimento completo degli immobili occupati.
Intanto la famiglia minacciata resta fuori dalla casa che le era stata assegnata. Una vicenda che riaccende i riflettori sul racket delle case popolari e sul clima di paura che ancora grava su alcune zone della città.