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Comuni in crisi: Poidomani critica la proposta della CGIL

Il segretario del Pd di Modica, alle porte del dissesto, scrive una lettera proprio a Giuseppe Roccuzzo per rimarcare lo stupore della soluzione paventata dal sindacato

di Chiara Scucces -

Nei giorni scorsi il neo segretario della CGIL di Ragusa, rilasciando un’intervista per Vr News, aveva sollecitato il Governo e il Parlamento ad attivarsi per una proposta di legge mirante a salvare i comuni dalla crisi finanziaria. Per Giuseppe Roccuzzo, con la previsione di una anticipazione di liquidità erogata da Cassa Depositi e Prestiti fino a 150 milioni di euro, i comuni in difficoltà potrebbero avere la liquidità necessaria a coprire completamente la massa debitoria. A commentare la proposta di questo provvedimento, il segretario del PD di Modica, Salvatore Poidomani che si dice allibito dalle parole di Roccuzzo.

In una nota, Poidomani, rivolgendosi direttamente a Roccuzzo, scrive: ” Lei afferma che non possiamo permettere che i comuni iblei continuino a pagare il prezzo di una crisi sistemica, che va oltre le loro responsabilità. A suo dire, i comuni iblei, che si trovano nella situazione di dissesto finanziario, sono vittime di crisi sistemiche. Come se il disastro finanziario fosse stato causato da una epidemia o da un terremoto.

Le dirò subito che a tutti, senza distinzioni di sorta, la sua proposta è apparsa inopportuna, affrettata, ingiusta, inappropriata nonché egoistica sotto l’aspetto politico. La proposta è inopportuna perché pur partendo da interessi sindacali, quali sono quelli dei lavoratori o delle imprese creditrici del Comune, si spinge in scelte che sono prettamente politiche e che spetta fare ai rappresentanti democraticamente eletti. È affrettata, perché manca una lettura reale delle crisi finanziarie dei singoli comuni e dei motivi per cui sono giunti al disastro economico. È ingiusta perché questo modo di proporre e di operare di fatto finisce per assolvere e deresponsabilizzare la classe politica che ha causato lo sfascio economico. E’ inappropriata, perché aggrava i problemi della città, in quanto impedisce alle amministrazioni, che verranno dopo quelle che hanno provocato lo sfascio, di portare avanti il loro progetto e la loro visione della città. È egoistica, infine, perché chiedere anticipazione di liquidità fino a 150 milioni da pagare in 30 anni, vuol dire scaricare sulle generazioni future il peso di gestioni scellerate delle finanze pubbliche, che invece deve essere sopportato dai cittadini che ne hanno avuto i vantaggi”.

La riflessione di Poidomani si concentra naturalmente sul comune di Modica, ricorda ancora una volta l’operato dell’ex sindaco Ignazio abbate che ha portato il disavanzo a 114 milioni di euro, gestendo la cassa in modo disinvolto e non rispondendo alle richieste di chiarimenti della Corte dei Conti. E chiude, Poidomani, con una serie di interrogativi: sono queste le proposte del sindacato per una seria gestione della cosa pubblica? È questa la visione del futuro? Questo il modo di pretendere correttezza da parte dei politici? Non pensa che l’interesse di una comunità di 60 mila abitanti e dei modicani di domani sia da preservare? È seriamente convinto che la sua sia una proposta sensata?”