Caltanissetta

Seguite, aggredite, scaraventate a terra. Allarme scippi

Colpiscono in silenzio, a pochi passi dai negozi e dalle case. Due giovani, probabilmente gli stessi, seminano paura nei giorni prima di Natale a Gela. Donne seguite e buttate a terra per una borsa. In un caso la vittima resta a terra priva di sensi

di finmedia -

Camminano a qualche metro di distanza. Senza farsi notare. Cappucci alzati, felpe scure, passo veloce ma controllato. Scelgono la vittima e la seguono. Poi, quando la strada è giusta, scattano.

È così che, nei giorni che precedono il Natale, la città si ritrova a fare i conti con una serie di scippi violenti. Due messi a segno, uno tentato. Stesso copione, stessa brutalità.

È successo qualche giorno prima di Natale nel quartiere San Giacomo. Una donna esce dall’ufficio postale con la borsa a tracolla. Non sa di essere osservata. I due le arrivano alle spalle, la spingono con forza. Lei cade a terra. In pochi secondi la borsa viene strappata, i due scippatori scappano via, inghiottiti dai vicoli del quartiere. Tutto finisce prima che qualcuno riesca a intervenire.

Qualche giorno dopo, scena simile ma conseguenze peggiori, a Caposoprano. È pomeriggio, via Olanda è una strada centrale, frequentata. Una giovane donna cammina parlando al cellulare. È distratta. I due la seguono. Poi lo spintone, improvviso e violentissimo.

La donna cade, batte la testa, il corpo rimbalza sull’asfalto. Resta immobile. Perde i sensi. I due aggressori si spaventano. Non prendono nulla. Scappano via lasciandola a terra.

Sono alcuni commercianti ad accorgersi di lei, a correre in strada, a chiamare i soccorsi. L’ambulanza la porta al pronto soccorso del Vittorio Emanuele. I medici le diagnosticano la frattura dell’osso scafoide e numerose escoriazioni. Un braccio ingessato e diversi giorni di prognosi, ma soprattutto la paura che resta.

Intanto la città si interroga. Le telecamere della zona hanno ripreso i due aggressori. Le immagini scorrono ora sui monitor delle forze dell’ordine. Frame dopo frame, nella speranza che quei cappucci calati sul volto non bastino a nascondere chi, in pochi secondi, ha trasformato una passeggiata qualunque in un incubo.