Attualità
L’UICI celebra il Braille
Il presidente Uici Ragusa, Albani: «Dà voce alle dita e abbatte le barriere»
Ogni anno, il 4 gennaio, si celebra la Giornata mondiale del Braille, una ricorrenza istituita per ricordare l’importanza di questo sistema di scrittura e lettura che ha rivoluzionato la vita delle persone cieche e ipovedenti. Anche Ragusa ha celebrato questa giornata che non è solo una data sul calendario, ma il simbolo di una rivoluzione: la nascita di Louis Braille e del suo geniale sistema di scrittura. Il Braille non è nato in un laboratorio scientifico, ma dall’intuizione di un adolescente.
Louis Braille, rimasto cieco da bambino, non accettò l’idea che la cultura dovesse essere un privilegio precluso a chi non vede. A soli quindici anni, nel 1809, sintetizzò quel codice di sei punti in rilievo che ancora oggi rappresenta l’unico vero strumento di alfabetizzazione diretta per i disabili visivi. A Ragusa, l’eco di questa ricorrenza si è fatta sentire forte attraverso le parole di Salvatore Albani, presidente della sezione locale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI).
«Il Braille è il sistema che dà voce alle dita», ha dichiarato Albani, sottolineando come la lettura tattile sia l’equivalente della vista per chi vuole studiare, lavorare e partecipare attivamente alla società. «Rappresenta la chiave per la libertà personale. Attraverso questi punti, abbattiamo le barriere che separano l’oscurità dalla conoscenza».
Nonostante l’avvento degli audiolibri e dei software vocali, l’UICI di Ragusa lancia un monito: la tecnologia non deve sostituire il Braille, ma potenziarlo. Oggi, grazie ai display Braille elettronici e alle nuove applicazioni, il sistema si è evoluto. Tuttavia, la sfida resta culturale e pedagogica. «È fondamentale che venga insegnato nelle scuole», insiste Albani. «Nessuno deve restare indietro: il valore del Braille si amplifica nel digitale, garantendo una precisione che la sola sintesi vocale non può offrire». La Giornata Mondiale del Braille non è dunque solo una commemorazione, ma un appello alle istituzioni e alla società civile affinché l’accessibilità diventi una pratica quotidiana. Dalle etichette dei farmaci ai musei, dai menu dei ristoranti ai libri di testo, il “codice dei sei punti” continua a essere il ponte più solido verso una reale inclusione sociale. L’obiettivo della giornata è sensibilizzare le istituzioni affinché il Braille sia sempre più presente nelle scuole e negli spazi pubblici. L’invito di Albani è chiaro: abbattere le barriere culturali per garantire che la conoscenza sia un diritto accessibile a tutti, nessuno escluso.