Attualità
Massimo, la voce di un fragile che chiede aiuto
Chiede aiuto alle istituzioni, non vede un futuro dopo lo sfratto
A 66 anni si ritrova senza casa, quella da cui ha vissuto con la moglie che ora è venuta a mancare a causa di una malattia oncologica, ragion per cui ha lasciato il lavoro. Lo ha fatto per assisterla e lo ha fatto fino alla fine. A pochi giorni dal Natale Massimo Dell’Oglio di Palermo si è ritrovato assieme al figlio 29enne sfrattato. Adesso si ritrova senza nulla.
Ha perso la moglie nel settembre del 2024 si è ritrova a percepire 490 euro al mese, cifra che chiaramente non basta per far fronte alle utenze e ai vari pagamenti. Si è rivolto al sindacato degli inquilini per chiedere tutela. Hanno fatto richiesta di dieci giorni di tempo, una tregua minima, un rinvio, una soluzione ma è stato sfrattato pochi giorni prima delle festività natalizie.
Massimo si sente abbandonato dalle istituzioni e ci racconta che vive un incubo alla ricerca di soluzioni che non riesce a trovare. Ciò che più lo fa soffrire è l’idea di non aver fatto abbastanza per tutelare il figlio da quanto stanno vivendo. Alla moglie ha promesso che avrebbe fatto di tutto. Ha chiesto aiuto ad enti ed istituzioni ma ha trovato solo promesse e pochi fatti.
Storie come queste ce ne sono tante in Sicilia, si parla tanto del fenomeno dell’emergenza abitativa della carenza di lavoro e della soglia di povertà che finisce per divorare anche il ceto medio. Ma si finisce sempre per tralasciare l’aspetto umano.
Casi come questo, vengono definiti di morosità incolpevole; eppure ciò non basta ad avere un’adeguata tutela da parte dello Stato. A Massimo gli è stato detto di cercare un dormitorio.