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Scuola iblea, nuovo anno e vecchi problemi: l’allarme della Gilda

Campanella d'inizio anno e solite emergenze per la scuola iblea. Manca il turnover per il personale ATA, la continuità sul sostegno stenta a partire e le aule si trasformano in serre per la mancanza di impianti di climatizzazione. Abbiamo raccolto la denuncia del sindacato Gilda. Sentiamo

di Chiara Scucces -

Puntuale come ogni settembre, con la campanella d’inizio anno scolastico tornano a galla le criticità strutturali del sistema istruzione. Un copione che si ripete da anni e che nella provincia di Ragusa mostra nodi sempre più difficili da sciogliere. A tracciare la mappa delle emergenze negli istituti iblei è il sindacato Gilda degli Insegnanti. Il primo scoglio resta la gestione del personale: dal sostegno alla pianta organica dei collaboratori scolastici, la partenza si preannuncia in salita.

Non solo precariato e carenze d’organico. A complicare l’avvio delle lezioni nel Ragusano c’è l’annoso capitolo legato allo stato degli edifici scolastici. Infrastrutture spesso datate e non adeguate alle sfide climatiche attuali. Con l’inizio di settembre e le temperature ancora elevate, aule e laboratori si trasformano in vere e proprie serre, riproponendo la necessità improcrastinabile di interventi di ammodernamento strutturale.

Un avvio d’anno che ripropone dunque le vecchie emergenze di sempre. La sfida per il territorio ibleo resta quella di garantire standard dignitosi, continuità agli studenti e strutture adeguate, superando una logica dell’emergenza che si ripresenta puntuale ad ogni inizio settembre.