Cronaca

Ammanchi ai caselli autostradale, provvedimenti per 5 dipendenti

Disposto il divieto temporaneo di esercitare l’attività professionale

di tcf -

Erano in servizio ai caselli autostradali di Buonfornello e Cefalù i cinque casellanti raggiunti ieri dalla misura cautelare interdittiva disposta dal gip di Termini Imerese Irina Circione che li ha sospesi per sei mesi dal loro lavoro al Cas. Sono accusati di peculato perché sospettati di essersi appropriati del denaro versato dagli utenti per il pedaggio autostradale utilizzando un sistema che gli consentiva di fare la “cresta” sulle somme che gli ignari automobilisti pagavano al casellante di turno. Tra novembre 2026 e gennaio 2026, i cinque indagati per 266 volte avrebbero utilizzato questo sistema. Singolarmente per 13, 18, 24, 103 e 108 casi che la procura di Termini Imerese è riuscita a documentare. Il modus operandi prevedeva il regolare ritiro del biglietto del pedaggio autostradale da parte dell’automobilista di turno insieme al contestuale contate. A questo punto l’esattore anziché inserire il ticket che veniva loro consegnato nel ricevitore di pista, la cassa che registra e contabilizza gli incassi del Cas, ne inseriva uno diverso messo da parte in precedenza e di importo inferiore a quello effettivamente dovuto. Il biglietto che era stato regolarmente consegnato veniva fatto sparire avendo cura di smagnetizzarlo tramite il passaggio del metallo di una spillatrice. Quindi veniva buttato nel cestino e l’impiegato si impossessava della differenza tra i due ticket. È stato inoltre accertato che in alcuni casi, qualcuno degli indagati abbia artificiosamente disattivato la corsia sulla quale avvenivano i pagamenti con cassa automatica per far convergere il flusso veicolare verso la propria postazione e poter lucrare maggiormente durante il turno di servizio. Durante i tre mesi di indagini svolte dalla polizia stradale di Buonfornello, grazie anche ad intercettazioni ambientali e videoriprese all’esterno e all’interno dei gabbiotti del Cas, la procura termitana è riuscita a documentare come gli indagati siano riusciti ad appropriarsi di somme oscillanti da un minimo di 99-100 euro ad un massimo tra i 592 e gli 803 euro. Il gip di Termini Imerese ha anche disposto la misura cautelare interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l’attività professionale per la durata di sei mesi nei confronti di un dipendente di una società privata che risponde anche lui di peculato per 33 episodi commessi insieme a due dei casellanti. A far scattare le indagini è stato un esposto presentato dal Cas che si era accorto di un disallineamento negli incassi di alcuni caselli lungo la A20 in particolare proprio nei caselli di Buonfornello, Cefalù e Castelbuono. Si erano accorti di una sproporzione tra il numero di transiti registrati e gli importi effettivamente incassati e versati al Cas.