Attualità
Apprensione e solidarietà per una frana ancora attiva
Tra le priorità, garantire la ripresa delle lezioni
Niscemi resta sospesa in un forte clima di apprensione causata anche dal maltempo con la pioggia che certamente acuisce un quadro già emergenziale. Tutto questo mentre proseguono piccoli smottamenti prova evidente di una frana che resta ancora attiva. Intanto la linea del fronte purtroppo continua ad avvicinarsi al centro abitato. Quattro gli istituti scolastici che rientrano nella zona rossa che restano chiuse. Si stanno valutando soluzioni per garantire le lezioni. Gli studenti, molti dei quali hanno perso con la casa il materiale didattico, si sono messi a disposizione dare assistenza agli sfollati, circa 1500. Un gesto che indica la forza di un paese ferito. Intanto la linea del fronte purtroppo continua ad avvicinarsi al centro abitato. Garantiti pasti agli sfollati mentre crescono le manifestazioni di solidarietà.
Sono stati attivati sia un presidio medico mobile tramite camper che il supporto psicologico per tutti i cittadini. Man mano si procede alla riattivazione delle unità operative come rianimazione e medicina interna.
Ed intanto in queste ore tra i numerosi appelli e polemiche. Citiamo quello della Svimez, Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, secondo cui la frana di Niscemi assume un valore che va oltre la dimensione locale in quanto indicatore delle debolezze strutturali nella gestione del territorio e nella prevenzione del rischio idrogeologico. Per l’associazione è dunque necessario da un lato gestire l’emergenza e dall’altro una pianificazione preventiva efficace e coordinata. L’appello è quello di ricorrere al Fondo Sviluppo e Coesione della Regione Siciliana, che destina 1,2 miliardi di euro alle misure per ‘rischi e adattamento climatico’, da impegnare entro il 2029 nell’ambito dell’Accordo di Coesione sottoscritto con il Governo”
La Svimez sottolinea che il quadro viene peggiorato dal cambiamento climatico, che nel bacino del Mediterraneo sta aumentando la frequenza di piogge intense e concentrate, alternate a periodi di siccità prolungata. Questa dinamica altera profondamente la stabilità dei suoli e amplifica il rischio di frane e alluvioni, trasformando fragilità storiche in emergenze ricorrenti.