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Schifani, maggioranza divisa: il vertice non scioglie i nodi
La Dc punta a rientrare in giunta con Giacomo Scala, fedelissimo di Cuffaro
Nessuna intesa solida tra i partiti della coalizione. Restano aperti i nodi sulla manovra economica, sulle prossime elezioni amministrative e sul rimpasto di governo. La Dc punta a rientrare in giunta con Giacomo Scala, fedelissimo di Cuffaro.
Il vertice di maggioranza celebrato a Palazzo dei Normanni non ha sciolto i nodi della contesa tra e nei partiti che sostengono il governo di Renato Schifani.
Sullo sfondo la maxi manovra da 5 miliardi di euro destinata a diventare l’ennesimo oggetto di discordia. Altro nodo gordiano le elezioni amministrative di maggio con Agrigento capitale del Kaos.
Tira una brutta aria anche nel partito del governatore. Da Cologno Monzese, il ticket Marina Berlusconi Antonio Tajani avrebbe deciso per il commissariamento del partito. Non una bella notizia per Schifani che rischia di dover sacrificare il suo alfiere Marcello Caruso.
Il vertice ha sancito lo strappo con Noi Moderati. Il partito di Saverio Romano nin ha gradito il bavaglio e parla di politica da cortile.
Tensioni nella DC: Da Balena Bianca a Babele bianca. Alla fine nessun regime change. Nel governo regionale è pronto a entrare Giacomo Scala, segretario provinciale del partito a Trapani e uomo forte di Cuffaro nella provincia. Il capogruppo all’Ars Carmelo Pace chiedeva la delega assessoriale per il collega Ignazio Abbate o per il commissario Cascio. Schifani non gradiva, preferendo un profilo tecnico: è l’identikit del presidente dello scudocrociato Laura Abbadessa. Alla fine in giunta entrerà un fedelissimo dell’ex governatore fermo ai box giudiziari.
Fratelli d’Italia attende lo sviluppo degli esiti giudiziari che incombono sull’assessore Elvira Amata e sul presidente ARS Galvagno. I meloniani puntano a sostenere i due leader finiti sotto osservazione dei magistrati. Con argomentazioni non prive di logica: perché mai Amata e Galvagno dovrebbero fare quel passo indietro che non viene chiesto al vicepresidente della Regione Luca Sammartino, imputato nel processo Pandora – crocevia di interessi politici mafiosi – a Catania?
Sullo sfondo resta Raffaele Lombardo. L’ex governatore attende sornione e chiama Schifani a un rinnovamento radicale.