Attualità
Balneari in ginocchio: senza interventi stagione a rischio
La costa tra Santa Maria del Focallo e Porto Ulisse devastata dal ciclone, lidi distrutti, viabilità interrotta e concessioni incerte. A Ispica la Cna Balneari riunisce gli operatori: servono lavori urgenti, proroghe e opere di protezione costiera per salvare turismo e occupazione.
Si è svolto a Ispica un incontro promosso dalla Cna Balneari della provincia di Ragusa che ha riunito tutti gli operatori turistici e balneari della fascia costiera compresa tra Santa Maria del Focallo e Porto Ulisse, una delle zone più duramente colpite dal recente ciclone che ha devastato il litorale ibleo.
Un confronto partecipato e carico di preoccupazione, quello organizzato insieme al segretario territoriale Carmelo Caccamo, che ha visto seduti allo stesso tavolo imprenditori, gestori di lidi, operatori dell’extralberghiero e rappresentanti delle strutture ricettive. Un territorio che vive quasi esclusivamente di turismo e che oggi si trova in ginocchio.
Il quadro emerso durante l’incontro è stato definito drammatico. La strada provinciale 67 Pozzallo–Pachino risulta interrotta nel punto in cui un’intera porzione della carreggiata è crollata sotto la forza dell’acqua. Un’arteria strategica per raggiungere stabilimenti balneari, case vacanza e strutture turistiche, la cui chiusura sta di fatto isolando l’intera zona costiera. Il Libero Consorzio ha già effettuato un sopralluogo, ma gli operatori chiedono che i lavori di ripristino partano immediatamente per evitare di compromettere definitivamente la prossima stagione estiva.
Non meno grave il problema dell’illuminazione pubblica: nel tratto tra Ucca Marina, Punta Cirica e Porto Ulisse l’illuminazione è completamente assente. Dal Libero Consorzio sono arrivate rassicurazioni su un intervento rapido, ma la situazione attuale rappresenta un rischio concreto per residenti e visitatori.
Il ciclone ha colpito questa porzione di costa con una violenza superiore rispetto ad altre aree della Sicilia. Il mare ha superato le spiagge, invaso la strada e distrutto intere strutture. Molti lidi sono stati completamente spazzati via. Tra le principali preoccupazioni emerse, quella legata alle concessioni demaniali marittime. Senza certezze normative, spiegano gli operatori, è impossibile pensare di investire nuovamente somme importanti per ricostruire. La richiesta avanzata è chiara: una proroga di almeno cinque anni che consenta stabilità e permetta di accedere ai ristori. Altro nodo cruciale riguarda il progetto regionale di ripascimento morbido e la realizzazione dei pennelli a mare, opere di protezione costiera già previste ma mai completate. Gli operatori chiedono che il progetto venga avviato immediatamente, senza rimodulazioni che comporterebbero nuovi iter autorizzativi e tempi incompatibili con l’avvio della stagione estiva. Senza interventi strutturali di difesa della costa, sottolineano, ricostruire oggi significherebbe esporsi a nuovi rischi domani.
Dalla riunione di Ispica parte un appello chiaro alle istituzioni regionali e nazionali: interventi immediati sulla viabilità, ripristino dell’illuminazione, proroga delle concessioni demaniali, accesso ai ristori e avvio urgente delle opere di protezione costiera. Perché, avvertono gli operatori, senza risposte rapide e concrete un intero pezzo dell’economia turistica della fascia sud-orientale della Sicilia rischia di scomparire.