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Borse di studio specializzandi non medici: Catania tarda

L’Assessorato regionale all’Istruzione ha inviato una diffida al Rettore della struttura etnea, concedendo un termine perentorio di cinque giorni per l'invio delle informazioni. Senza questo passaggio, l’erogazione dei contributi rimarrà bloccata per tutti gli aventi diritto dell'isola.

di Pinella Rendo -

Un fondo da 5 milioni di euro destinato a sostenere gli specializzandi delle professioni sanitarie non mediche rischia di rimanere fermo al palo. A lanciare l’allarme è il deputato regionale Ignazio Abbate, primo firmatario della norma approvata lo scorso dicembre che rende la Sicilia l’unica Regione in Italia ad aver stanziato aiuti economici specifici per questa categoria.

La misura punta ad equiparare il trattamento degli specializzandi di indirizzi quali biologia, chimica, fisica, veterinaria, odontoiatria e farmacia a quello dei colleghi dell’area medica. Per procedere al calcolo e alla distribuzione delle risorse, tuttavia, la Regione necessita del numero esatto dei beneficiari iscritti nei tre principali atenei dell’isola.

Se le Università di Palermo e Messina hanno già fornito i dati richiesti, l’Università di Catania non ha ancora risposto alle sollecitudini. Una situazione di stallo che ha spinto il Dirigente dell’Assessorato all’Istruzione, Vincenzo Cusimano, a notificare una lettera formale al Rettore dell’ateneo catanese, fissando un ultimatum di cinque giorni per la trasmissione degli elenchi.

Le conseguenze di un ulteriore ritardo sarebbero pesanti: in assenza dei dati di Catania, il riparto proporzionale delle somme non potrà essere effettuato, bloccando l’erogazione degli assegni anche per gli studenti di Palermo e Messina. In caso di mancato riscontro definitivo, gli specializzandi dell’ateneo etneo rischiano la completa esclusione dal beneficio. Da qui l’appello rivolto ai vertici della Regione e agli Ordini professionali di categoria affinché intervengano per sbloccare la procedura.