Attualità
Borse studio per specializzandi non medici, 5 milioni fermi
Intervento del deputato regionale Ignazio Abbate
Cinque milioni di euro all’anno già disponibili nelle casse della Regione Siciliana, ma di fatto inaccessibili per centinaia di specializzandi delle professioni sanitarie non mediche. A fermare l’erogazione delle somme, però, non è la mancanza di copertura finanziaria, bensì un intoppo burocratico generato dai tre principali atenei dell’Isola.
A lanciare l’allarme è il deputato regionale Ignazio Abbate. Secondo Abbate le università di Palermo, Catania e Messina non hanno ancora fornito all’Assessorato regionale all’Istruzione i dati precisi e la documentazione sul numero effettivo dei frequentanti, nonostante i mesi di solleciti e le diffide formali inviate dagli uffici guidati dal dirigente generale Vincenzo Cusimano.
“Senza questi elenchi- scrive Abbate-, il Dipartimento non può emettere i decreti di impegno né procedere al riparto e alla liquidazione delle borse. Uno stallo che rischia di compromettere la stabilità economica di tanti giovani professionisti a pochi mesi dalla conclusione dell’anno accademico”.
Da qui il pressing istituzionale: Abbate ha sollecitato formalmente i rettori dei tre atenei a trasmettere immediatamente le informazioni corrette, invitando contestualmente gli ordini professionali di categoria a far sentire la propria voce per tutelare i diritti dei propri iscritti.