Cronaca

Due anni fa il naufragio del Bayesian

Un mistero ancora da svelare

di Emiliano Di Rosa -

Stamattina sono trascorsi esattamente due anni da quando il Bayesian affondò davanti a Porticello causando la morte di sette delle 22 persone a bordo. Le vittime furono il magnate Mike Lynch, proprietario del veliero di lusso, la figlia Hannah, Jonathan e Judy Bloomer, Christopher e Neda Morvillo e il cuoco Recaldo Thomas. Il relitto venne recuperato e posto sotto sequestro nel porto di Termini Imerese dove è stato più volte esaminato. Le verifiche devono ricostruire la sequenza di eventi che portò all’affondamento del maestoso e modernissimo veliero di 56 metri e si attendono le conclusioni dell’inchiesta. Bisognerà stabilire le eventuali responsabilità penali e civili e, di conseguenza, su chi potranno ricadere condanne, risarcimenti e rivalse per cifre di centinaia di milioni di euro. La Procura di Termini Imerese aprì lo stesso giorno del disastro, il 19 agosto 2024, un’inchiesta per naufragio e omicidio colposo plurimo. Da allora restano indagati il comandante James Cutfield, l’ufficiale di macchina Tim Parker Eaton e il marinaio Matthew Griffiths, di guardia quella notte. Le questioni sono parecchie: la condotta di chi era al comando, ciò che comandante ed equipaggio potevano conoscere del comportamento dello yacht nella specifica configurazione di quella tragica notte, l’interpretazione del fenomeno meteorologico. Su quest’ultimo punto nelle prime ore si parlò di una violentissima tromba marina ma poi le anticipazioni della consulenza meteorologica della Procura emerse nel 2026 avrebbero individuato un temporale con un rapido aumento dell’intensità del vento, senza necessariamente configurare un fenomeno tale da rendere inevitabile la perdita dello yacht. La Procura di Termini Imerese ha tempo fino a febbraio 2027 per completare le indagini preliminari.