Attualità
Il dossier Zen arriva in Prefettura
Convocato il comitato per l’ordine e la sicurezza dalla Prefettura di Palermo dopo l’assalto a colpi di pistola contro la Chiesa del quartiere Zen
Non c’è più tempo da perdere. Allo Zen la situazione è fuori controllo. I colpi di pistola contro la chiesa del quartiere segnano il cambio di prospettiva. Dalla Chiesa di San Filippo Neri le parole dell’arcivescovo Corrado Lorefice mettono politica ed istituzioni di fronte a delle precise responsabilità
“Non cediamo il posto a nessuno, tanto meno con queste intimidazioni. La nostra non è una sfida ma la volontà di dire che questo quartiere ha il diritto di rinascere senza violenza e sopraffazione”, ha detto l’arcivescovo.
Nessuno vuole l’ennesimo martire perchè quei colpi di pistola sono una chiara intimidazione a Don Giovanni Giannalia, il parroco dello Zen ed alla sua azione antimafia e per la legalità sul territorio. Ma Don Giannalia fa professione d’umilità e mette da parte la sua persona. Quello che accaduto, quei colpi di pistola non sarebbero causati “solo dal mio impegno – spiega il parroco – ed è qualcosa che trascende e chiama tutti alla responsabilità. Quelle minacce sono contro l’impegno collettivo a cambiare pagina ed è una responsabilità dell’intera città”.
Così, lo Stato reagisce e già domani si riunirà il Comitato per l’ordine e la sicurezza, presieduto dal Prefetto Mariani. E’ stato alzato il livello di sorveglianza nel quartiere e sono ripartiti i controlli delle forze dell’ordine a caccia di armi e droga. Il dossier Zen finirà sul tavolo del governo nazionale e non si esclude – come anticipato da Carolina Varchi – la procedura di commissariamento per le opere e gli interventi necessari.
Dal quartiere, si alza la voce di chi la battaglia per salvare lo Zen la combatte da decenni. Fabrizio Arena, impegnato nel volontariato nel quartiere, accusa il ritardo della politica che dopo le passarelle nel quartiere non interviene concretamente: “Questa situazione è il punto arrivo di 40 anni di vuoto istituzionale. Da quando si è iniziato a sparare, abbiamo accolto politici di ogni ordine e rango, eppure di concreto non è successo nulla. Neanche un lampione per rendere più sicure le strade del quartiere”.
Allo Zen arriva anche il sostegno delle altre periferie cittadine, dove la scuola può recitare un ruolo fondamentale per il recupero dei principi di legalità, come spiega Antonella Di Bartolo, dirigente scolastico del comprensorio Sperone “Pertini”.