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Marsala e Petrosino, le ferite del tornado

Il giorno dopo le trombe d’aria che hanno devastato Marsala e Petrosino restano case distrutte, famiglie sfollate e una scuola messa sottosopra

di francesco appari -

Il vortice investe un furgone. Dentro ci sono alcuni operai. Uno di loro prega: “Ave Maria, piena di grazia”. Poi le urla nella scuola di Terrenove. Finestre sradicate, vetri che esplodono, bambini che piangono mentre le insegnanti cercano di proteggerli.

E poi le case. Una è rimasta intatta, quella accanto è devastata. “Abbiamo perso tutto, ma siamo vivi”, urla una donna davanti a ciò che resta della sua abitazione.

È quello che hanno lasciato le due trombe d’aria che ieri hanno colpito Marsala e Petrosino.

Oggi restano le macerie e comincia la conta dei danni. Undici famiglie sono sfollate, tre a Marsala e otto a Petrosino. Decine le abitazioni danneggiate, insieme ad attività economiche, auto e infrastrutture.

Non ci sono vittime. Diversi i feriti. Il più grave è un uomo di 70 anni, con fratture multiple, trasferito al trauma center di Villa Sofia a Palermo.

La scuola De Gasperi-De Vita di Terrenove è uno dei luoghi simbolo della devastazione. Ieri, dopo il tornado, la sindaca di Marsala ha parlato al telefono con il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Adesso bisognerà capire quando e dove potranno tornare in classe i bambini.

Una tragedia sfiorata. Oggi, tra Marsala e Petrosino, si continua a rimuovere le macerie e soprattutto a capire quanto sia pesante il conto lasciato da quei pochi, interminabili minuti.