Attualità
Salute mentale e giustizia: l’appello per rete operativa…
Confronto tra sanità, magistratura e forze dell'ordine
Passare da una collaborazione occasionale a un sistema strutturato, con procedure certe e responsabilità definite. È la linea emersa a Ragusa durante il convegno promosso da Fenascop, che ha messo a confronto sanità, magistratura e forze dell’ordine sulle nuove sfide della riabilitazione psichiatrica.
A dettare le priorità è stata la vicepresidente nazionale di Fenascop, Giulia Cappadona, ricordando che nelle comunità terapeutiche assistite la presenza di pazienti autori di reato raggiunge ormai il 60%. Quadri clinici sempre più complessi in cui il disturbo psichico si intreccia con dipendenze e marginalità sociale. Le strutture riabilitative, è stato ribadito, sono luoghi di cura aperti e non carceri: per questo non basta aumentare i posti letto, ma serve garantire percorsi su misura, tutelando sia i pazienti sia gli operatori dal rischio di isolamento e sovraccarico.
Sulla stessa linea il presidente nazionale Fenascop Giuseppe Ferro, che ha richiamato i limiti delle sole Rems dopo il superamento degli Opg, sollecitando una rete territoriale capace di accompagnare gradualmente la persona verso l’autonomia.
GIUSEPPE FERRO -Presidente nazionale Fenascop
Dalla tavola rotonda con vertici dell’Asp, giudici e rappresentanti delle forze dell’ordine è arrivata la proposta operativa: redigere un protocollo d’intesa permanente per coordinare tempestivamente decisioni sanitarie e misure giudiziarie, valorizzando anche i modelli già attivi sul territorio etneo. A chiudere l’incontro è stata l’esperienza diretta dei pazienti: sul palco del Donnafugata, attraverso brevi rappresentazioni teatrali, sono state le loro storie a ricordare che al centro di ogni procedura devono restare la persona e il diritto a ricostruire la propria vita.