Ragusa

Modica paralizzata dai lavori su Ponte Guerrieri e viadotto Irminio: disagi, code e rabbia dei cittadini – VIDEO

Una città bloccata e cantieri semivuoti

di Sergio Randazzo -

Da questa mattina mezza provincia di Ragusa è letteralmente in tilt. Chilometri di code, automobilisti esasperati e una città bloccata: è questo il bilancio del primo giorno di lavori di manutenzione sul Ponte Guerrieri e sul viadotto Irminio, due infrastrutture strategiche per la viabilità tra Modica e Ragusa.

I cantieri, avviati da ANAS per interventi di manutenzione straordinaria, hanno di fatto tagliato in due il territorio, causando rallentamenti e disagi pesantissimi non solo per i residenti ma anche per pendolari, lavoratori e studenti che ogni giorno percorrono quella tratta.

Una città bloccata e cantieri semivuoti

Scene di traffico paralizzato si sono registrate fin dalle prime ore del mattino: auto e mezzi pesanti fermi per oltre un’ora, code chilometriche in entrambe le direzioni, clacson e nervosismo.
Molti automobilisti si sono lamentati per la gestione del cantiere, giudicata “assurda” e “improvvisata”. “È impensabile bloccare un’arteria come il Ponte Guerrieri in pieno giorno – sbotta un autista modicano – quando sarebbe bastato lavorare di notte o almeno programmare turni che limitassero i disagi. Sembra che manchi del tutto il buon senso”.

Un avviso arrivato troppo tardi

A peggiorare la situazione, la comunicazione tardiva da parte di ANAS, che ha reso nota la chiusura e le limitazioni alla viabilità soltanto ieri, appena 24 ore prima dell’avvio dei lavori.
Un preavviso giudicato “ridicolo” dagli utenti e dalle stesse amministrazioni locali, che si sono ritrovate a gestire una viabilità impazzita senza il tempo di predisporre percorsi alternativi o servizi di supporto.

Un’arteria vitale per Ragusa e Modica

Il Ponte Guerrieri e il viadotto Irminio sono due strutture cruciali per la mobilità iblea: collegano Modica con Ragusa e rappresentano una delle principali vie di accesso al capoluogo. La chiusura o il restringimento delle corsie su questi tratti ha un effetto domino sull’intera rete viaria provinciale, congestionando anche le strade interne e le vie secondarie, non progettate per sostenere flussi così intensi.