Attualità
Ponte, 12 milioni a rischio. Scontro sui costi Bonelli-Ciucci
Al centro della polemica il bilancio della società, la composizione del personale e gli oltre 12 milioni di euro da restituire all’UE
Il Ponte sullo Stretto è ancora un progetto sulla carta, e intanto ad andare avanti sono gli scontri politici. Al centro della nuova polemica ci sono il bilancio della società Stretto di Messina, incaricata di realizzare l’opera, la composizione del personale e gli oltre 12 milioni di euro da restituire all’Unione Europea. Ad attaccare è il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli: “Salvini deve restituire 12 milioni di euro all’Europa per la progettazione del ponte – sottolinea. Il bilancio della Stretto di Messina racconta molto meglio della propaganda di Salvini cosa sia oggi il Ponte sullo Stretto: non una risposta ai problemi del Sud, ma una macchina societaria costosa, costruita attorno a un’opera inutile e dannosa.” Bonelli punta poi il dito sulla composizione dell’organico della Stretto di Messina: “116 dipendenti di cui 89 dirigenti o quadri e 27 impiegati”.
“In un solo anno il personale aumenta di 32 unità – aggiunge il deputato, ma la crescita riguarda soprattutto le figure apicali. Questa non è una normale struttura operativa: è una piramide rovesciata pagata con soldi pubblici.”. A ciò si aggiunge la deroga al tetto dei 240 mila euro previsto per gli stipendi nelle società pubbliche e la restituzione di 12 milioni e 375 mila euro che la società Stretto dovrà restituire all’UE per i ritardi nell’iter approvativo che non hanno consentito di concludere le attività oggetto del contributo entro i termini massimi previsti dall’agenzia europea Cinea; dovendo così rinunciare all’anticipo del finanziamento ottenuto nel dicembre 2024 destinato a coprire parte dei costi della progettazione esecutiva.
Non si è fatta attendere la replica dell’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci che, all’Ansa, difende l’operato della società “nel rispetto di tutte le norme italiane ed europee”. Dalla provenienza del personale, che per la “quasi totalità arriva da Anas e da altre società del Gruppo Ferrovie dello Stato in regime di distacco”, al tetto ai compensi e le deroghe per i dirigenti che Ciucci definisce “entro i limiti previsti e necessari per assicurare alla società le professionalità idonee per la realizzazione di un’opera come il ponte sullo Stretto di Messina”.
A proposito della restituzione dei 12 milioni, Ciucci parla di “scelta strategica e momentanea legata ai nuovi tempi del progetto”. “Tenuto conto della nuova tempistica per l’inizio dei lavori – sottolinea – è stata la stessa società Stretto di Messina ad avviare la procedura di richiesta di risoluzione anticipata.” L’ad torna poi sulla conclusione del nuovo iter approvativo fissata a fine estate; per poi passare alla fase realizzativa nell’ultimo trimestre del 2026.