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Porto Tremestieri, 13 milioni a rischio

Proseguono tra ritardi e mancanza di risorse i lavori per la realizzazione del nuovo porto di Tremestieri. Per la nuova diga foranea mancano oltre 13 milioni di euro legati a somme non arrivate dal Governo e incremento dei costi. Intanto l’Autorità di sistema lavora per risolvere il problema dell’insabbiamento.

di tcf -

Il porto di Tremestieri è un’opera attesa da decenni e pronta a rivoluzionare i trasporti e la viabilità di Messina. Un’infrastruttura a lavori in corso, e per la quale occorre fare scelte ora importanti e potenzialmente decisive. Perché in questa fase si sta lavorando alla struttura che sosterrà la diga foranea, con oltre 100 pali che sono stati posizionati a mare e ulteriori centinaia che occorrono per completare questa parte cruciale dell’opera. Il bivio da superare è però di natura economica. L’opera, infatti, da un costo iniziale di 74 milioni è arrivata a 115, con un aumento di 41 milioni la cui copertura era stata suddivisa tra i 19 milioni della Regione, 15 dell’Autorità di Sistema Portuale e 7 dal Governo; questi ultimi non ancora arrivati. In tutto questo incide l’aumento dei costi delle materie prime che, secondo una normativa da poco entrata in vigore, non sono più a carico del ministero dei Trasporti ma devono essere compresi nel quadro dell’appalto. Incrementi che in questo caso riguardano l’acciaio e ammontano a 6,6 milioni; portando la cifra ancora mancante a 13,6 milioni. Un “buco” che incide ulteriormente sul cronoprogramma del nuovo porto, già soggetto ad importanti ritardi. Intanto, sempre a proposito dell’approdo della zona Sud, il presidente dell’Authority Ciccio Rizzo ha approvato il documento di fattibilità delle alternative progettuali presentate per risolvere il problema dell’insabbiamento che spesso rende necessarie le operazioni di dragaggio con il conseguente spostamento di tutto il traffico verso la rada San Francesco e il porto storico. Il documento, elaborato dalla società Sopron Engineering, prende in esame 3 ipotesi che vanno dal proseguimento della gestione emergenziale del problema, con costi stimati in circa 300mila euro all’anno per le operazioni di dragaggio; alla realizzazione di una scogliera di protezione della testata del molo – seconda ipotesi – integrata con una soglia idrodinamica sommersa, posizionata a una profondità di cinque metri sotto il livello del mare. Quest’ultima opzione è indicata come la più probabile ed efficace, e consentirebbe una riduzione del trasporto solido compresa tra il 30 e il 40 per cento e un miglioramento dei parametri idrodinamici stimato tra il 70 e il 90 per cento. 2 milioni e 100 mila euro è l’ammontare previsto dell’investimento, ai quali si aggiungeranno le somme a disposizione della stazione appaltante necessarie per le successive fasi di progettazione e realizzazione.