Attualità
PSPP bloccato, i commenti delle opposizioni
Gli uffici comunali bloccano il partenariato speciale pubblico-privato
Si riaccende il dibattito a Ragusa sul partenariato speciale pubblico-privato sul castello di Donnafugata dopo che il Comune ha bloccato definitivamente il PSPP dopo mesi di polemiche e rilievi tecnici. M5S, PD e le altre opposizioni rivendicano il fallimento dell’operazione. La procedura per il Partenariato speciale pubblico privato sul Castello di Donnafugata e sul Museo della città di Palazzo Zacco si è chiusa con una determinazione negativa degli uffici comunali. Una frenata che arriva, accennavamo prima, dopo mesi di rilievi tecnici, pressioni politiche e discussioni accese, e che oggi mette d’accordo quasi tutte le forze cittadine sulla necessità di una revisione del percorso. Gli uffici hanno scritto chiaramente che non esistono i presupposti per proseguire le trattattive con la società che aveva presentato la proposta migliore secondo la commissione esaminatrice. Il sindaco Peppe Cassì, che più volte aveva parlato della possibilità di una collaborazione pubblico-privato come occasione di crescita per la struttura, ribadisce che l’iter seguito è stato corretto.
“Abbiamo sempre sostenuto- ha detto Cassì- che la proposta di Partenariato pervenuta avrebbe dovuto superare il vaglio degli uffici, che avrebbero preteso il rispetto dei rilievi della Commissione, e poi quello eventuale del Consiglio comunale”. Cassì non nasconde però una nota di rammarico: “Rimango dell’idea che la collaborazione – e sottolineo collaborazione – di un soggetto privato nella gestione del Castello avrebbe potuto rappresentare un salto di qualità”. Il partito democratico parla di criticità evidenti, da un piano degli investimenti giudicato non credibile alla mancanza di un canone definito, fino a un PEF ritenuto inadeguato”. Per il PD il rischio era quello di “svendere” i beni museali più importanti della città con formule prive di garanzie. Non sorprende, dicono i piddini, che proprio questi elementi siano stati ripresi dagli uffici comunali nelle loro relazioni istruttorie”. Per i dem questo epilogo rappresenta “l’esito naturale di un’impostazione sbagliata”. La deputata regionale del Movimento 5 Stelle aveva contestato il progetto già mesi fa, sostenendo che il Castello di Donnafugata “non potesse rientrare fra i beni considerati improduttivi o bisognosi di affidamento a privati”. Campo sottolineava anche l’esistenza di altre proposte, comprese quelle del Libero consorzio e della Pro Loco, concepite come aiuto al Comune e non come operazioni di mercato”. Infine il consigliere comunale Sergio Firrincieli parla oggi di un risultato importante per la città. “Abbiamo monitorato ogni passaggio”, ha ricordato Firrincieli-, e continueranno a vigilare affinché il bene resti davvero pubblico”