Palermo

“Santuzza, liberaci e aiutaci a riprenderci la città”

Migliaia di persone hanno partecipato al 402° Festino

di Sergio Randazzo -

«Santa Rosalia liberaci dalla mafia, dall’indifferenza e dal silenzio. Riprendiamoci Palermo». È il messaggio apparso ieri sera lungo il Cassaro, cuore della città, in occasione del 402° Festino di Santa Rosalia. Gli striscioni, affissi da Addiopizzo su diversi balconi di corso Vittorio Emanuele, hanno accolto le migliaia di persone accorse per assistere al tradizionale passaggio del carro trionfale della Santuzza.

Un’invocazione rivolta alla patrona di Palermo, ma anche un appello diretto ai cittadini affinché non restino indifferenti davanti alle difficoltà che ancora segnano il capoluogo siciliano. Un messaggio forte che ha fatto da sfondo a una delle celebrazioni più sentite dell’anno, capace di unire fede, tradizione e impegno civile.

Nel corso della celebrazione al piano della Cattedrale, l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, ha affidato la sua riflessione alle parole dei giovani studenti dell’Accademia di Belle Arti, autori di una serie di opere dedicate a Santa Rosalia ed esposte nella Cappella della Patrona.

«Santa Rosalia, amata nostra Santuzza e nostra celeste Patrona – ha detto Lorefice – stasera tu ci vuoi parlare attraverso il messaggio di alcuni giovani della tua e nostra città, figli e figlie di questo nostro tempo, ma ugualmente belli e coraggiosi come te».

L’arcivescovo ha sottolineato come le parole dei giovani artisti raccontino una Palermo segnata da ferite e contraddizioni, ma anche da speranze e desiderio di riscatto. Un richiamo alla necessità di costruire una città più giusta, inclusiva e capace di guardare al futuro.

Tra le testimonianze lette durante il Festino, particolarmente significativa quella di Elena, una delle studentesse coinvolte nel progetto artistico. Nella sua opera, Santa Rosalia viene rappresentata come una giovane donna dei nostri giorni, simbolo di una ribellione contro quelle che definisce le nuove pesti che affliggono Palermo.

«La mafia, la violenza e la cultura delle armi» sono i mali contro cui la Santuzza contemporanea alza la voce. Non una figura distante e silenziosa, ma una presenza viva che si oppone al degrado e all’illegalità. «Rosalia oggi non prega in silenzio, ma urla la sua ribellione contro il male reale che distrugge il nostro futuro», recita il messaggio dell’artista.

Parole che si sono intrecciate con quelle degli striscioni di Addiopizzo e che hanno caratterizzato un Festino dal forte significato sociale, oltre che religioso. Una serata in cui Palermo ha celebrato la sua patrona, ma anche lanciato un messaggio chiaro contro la mafia, l’indifferenza e il silenzio, indicando nella partecipazione e nell’impegno collettivo la strada per costruire una città migliore.