Attualità

Trofeo Nuccio Cappadona, conclusa la quarta edizione

Nuccio Cappadona, imprenditore che ha lasciato un segno profondo nel mondo della sanità privata siciliana scomparso prematuramente nel 2019

di Pinella Rendo -

Una giornata di festa, sport, solidarietà e inclusione, nel ricordo di Nuccio Cappadona. Ieri mattina il Campo Biazzo di Ragusa ha ospitato la quarta edizione del Trofeo a lui dedicato, trasformandosi per una mattina in un luogo di incontro nel quale il risultato sportivo ha lasciato spazio soprattutto alla condivisione e al valore dello stare insieme.

Dodici le squadre che hanno partecipato al torneo non agonistico di calcio a cinque, con numerosi pazienti e operatori delle strutture del Gruppo Cappadona e di altre realtà impegnate nel campo della salute mentale in provincia di Ragusa. Tra queste anche una squadra del DSM di Modica e una formazione composta dall’Ambulatorio di Vittoria e dal DSM di Ragusa, integrata da utenti della Cooperativa Antares. Sugli spalti anche tanti ragazzi, a testimonianza di una manifestazione capace di coinvolgere mondi e generazioni differenti.

A conquistare il quarto Trofeo Nuccio Cappadona è stata la squadra NK Marina-San Giorgio, al termine di una giornata nella quale, al di là della classifica, a vincere sono stati soprattutto i valori dell’inclusione e della partecipazione.

La manifestazione, patrocinata dal Comune di Ragusa e inserita nell’ambito delle iniziative legate alla Giornata Mondiale della Salute Mentale, ha visto la presenza, tra gli altri, del vicesindaco di Ragusa Giovanni Giuffrida, dell’assessore comunale allo Sport Simone Digrandi e del direttore amministrativo dell’ASP di Ragusa Massimo Cicero. Presenti anche i Lions di Ragusa, con una propria squadra, e gli studenti dell’Istituto Magistrale “G.B. Vico” di Ragusa.

Al centro della giornata il valore dello sport come strumento di cura e riabilitazione. L’attività sportiva diventa infatti occasione per costruire relazioni, favorire la socializzazione, abbattere le barriere e accompagnare le persone nei percorsi verso una sempre maggiore autonomia e partecipazione alla vita della comunità.

Un messaggio condiviso dai rappresentanti delle istituzioni e dagli operatori presenti, ma il Trofeo è stato soprattutto l’occasione per mantenere vivo il ricordo di Nuccio Cappadona, prematuramente scomparso nel 2019.

Imprenditore che ha lasciato un segno profondo nel mondo della sanità privata siciliana, Nuccio Cappadona è stato ricordato per la capacità di innovare e di immaginare un modello nel quale la qualità dell’assistenza e l’attenzione alla persona rappresentassero elementi centrali.

A raccoglierne l’eredità sono oggi anche le figlie Giulia e Gloria Cappadona, rispettivamente presidente e vicepresidente del Gruppo Cappadona, entrambe presenti alla manifestazione insieme alla madre Claudia. Una giornata inevitabilmente carica di emozione per la famiglia, ma vissuta soprattutto nel segno della continuità di quei valori che hanno caratterizzato l’attività di Nuccio Cappadona.

Il quarto Trofeo ha unito così memoria e futuro. Il ricordo di un imprenditore che ha dedicato una parte importante della propria vita alla sanità si è intrecciato con le immagini dei pazienti in campo, degli operatori accanto a loro, dei ragazzi sulle tribune e delle istituzioni presenti.

Perché lo sport, come è stato più volte sottolineato durante la manifestazione, può diventare parte del percorso di cura: insegna a fare squadra, a rispettare le regole, a confrontarsi con gli altri e soprattutto a sentirsi parte di una comunità.