Attualità
L’allarme: la nuova PAC rischia di distruggere l’agricoltura
L'eurodeputato della Lega, Raffaele Stancanelli, lancia un grido d'allarme sulle conseguenze della nuova Politica Agricola Comune (PAC) che entrerà in vigore nel 2027.
Crisi nera si prospetta per l’agricoltura siciliana. L’eurodeputato della Lega, Raffaele Stancanelli, lancia un grido d’allarme sulle conseguenze della nuova Politica Agricola Comune (PAC) che entrerà in vigore nel 2027. Secondo l’esponente politico, le nuove direttive europee rappresentano una vera e propria “crociata” contro il settore primario dell’isola, minacciando di distruggere l’agricoltura, l’allevamento e la pesca.
Stancanelli ha sottolineato una contraddizione che definisce “sconcertante”: a fronte di un aumento generale delle risorse europee del 50%, i fondi destinati al settore agricolo subiranno una drastica riduzione del 24%. In cifre, il budget totale della PAC passerebbe da 380 a 300 miliardi di euro. Una contrazione che, a suo dire, non fa altro che scoraggiare i giovani a investire nel settore.
“Con la nuova politica agricola comune, stiamo gettando al vento 60 anni di politiche a favore del settore”, ha dichiarato Stancanelli, evidenziando come la Sicilia, in particolare, sia destinata a subire le conseguenze più gravi. L’eurodeputato ha infatti concluso con una previsione lapidaria: “La Sicilia e i suoi agricoltori ne usciranno distrutti”. Le sue parole aprono il dibattito su un tema cruciale per l’economia e l’identità dell’isola, mettendo in discussione la sostenibilità delle scelte europee e il loro impatto diretto sul territorio.